GIACOMO PUCCINI E TORRE DEL LAGO: UN AMORE DURATO DECENNI

Il rapporto tra Giacomo Puccini e Torre del Lago nacque da un colpo di fulmine: il Maestro si innamorò di questo luogo dal primo momento e non lo lasciò più. Ne fu stregato, ispirato e protetto: vi raccontiamo qui una storia d’amore lunga trent’anni.

Sapevate che fu proprio per un desiderio espresso da Giacomo Puccini che nacque il Festival di Torre del Lago?
In una delle sue ultime lettere, scritta all’amico Giovacchino Forzano nel novembre 1924, Puccini scriveva infatti: “…Io vado sempre qui davanti e poi con la barca vado a cacciare i beccaccini… Ma una volta vorrei andare qui davanti ad ascoltare una mia opera all’aperto…”.

Nel 1930 (6 anni dopo la morte di Puccini), Forzano, memore di queste parole, diede inizio insieme a Pietro Mascagni – compagno di studi e di stanza del giovane Puccini – alle rappresentazioni dei capolavori pucciniani in riva al lago.

 

Ma la lettera indirizzata a Forzano è solo uno delle ultime manifestazioni d’amore che il Maestro dedica a Torre del Lago, che è sempre stata, per lui, un luogo in cui ritrovare la pace e la tranquillità indispensabili al suo estro creativo.

 

Tra Giacomo Puccini e Torre del Lago è amore a prima vista: il musicista si innamora subito del lago Massaciuccoli e del piccolo villaggio sulle sue rive, che lo accoglie addirittura con un comitato d’accoglienza al suo arrivo, nel 1891, nella piccola stazione ferroviaria.

 

Qui Puccini fonda il Club della Bohème con gli artisti locali e diviene ben presto uno degli attori principali della vita artistica locale: siamo alla fine dell’Ottocento, negli anni del grande fermento culturale che attraversa l’Europa senza risparmiare l’intera Toscana. Puccini non ne resta escluso, ma trova in questo luogo il punto d’incontro tra queste entusiastiche correnti di scambio culturale e le sensazioni pure offerte dal contatto con la natura ispiratrice.

Puccini vive a Torre del Lago per trent’anni, durante i quali coltiva le sue due più grandi passioni: la musica e la caccia. Compone qui, nella sua casa davanti al lago (originariamente una torre di guardia, da cui il nome Torre del Lago) da lui fatta ristrutturare, tutte le sue opere maggiori, tra cui la Tosca (1900), Madama Butterfly (1904), La Fanciulla del West (1910), La Rondine (1917) e Il Trittico (1918).

 

Nel 1921 si trasferisce a Viareggio, dove vive gli ultimi 3 anni della sua vita, ma è sepolto in una cappella costruita nella sua vecchia casa sul lago, insieme alla moglie e al figlio.

 

Il Festival Puccini esaudisce, ogni anno, il suo antico desiderio: le opere del Maestro vanno in scena sulle rive del lago da lui tanto amato, nel cuore della cittadina che, in suo onore, ha cambiato il suo nome in Torre del Lago Puccini.

Un rapporto lungo e inossidabile, che si rinnova di volta in volta, una magia che rinasce ogni anno dalle note immortali di Puccini, e che vi invitiamo a condividere con noi. Scoprite il programma dell’edizione di quest’anno sul nostro sito, www.puccinifestival.it