La stagione 2018 del Gran Teatro Giacomo Puccini è arricchita dalla proposta di due popolarissimi titoli d’opera CARMEN di Georges Bizet (23 agosto)e IL TROVATORE di Giuseppe Verdi (24 agosto) presentati nell’ambito del progetto “TeatroOspite” che prevede scambi culturali con altre istituzioni europee.

Carmen

opéra-comique in quattro quadri di Georges Bizet
su libretto di Henri Meilhac e Ludovic Halévy. Tratta dalla novella omonima di Prosper Mérimée.

Nella proposta artistica del Teatro di Stato di Plovdiv per il Gran Teatro di Torre del Lago la rappresentazione il 23 agosto il capolavoro di Georges Bizet Carmen, l’ultimo lavoro di Bizet, che per tutta la sua breve vita combatté per affermarsi come compositore, perché le sue scelte non adeguate ad un repertorio tradizionale ne oscuravano il talento. Carmen andò in scena la prima volta il 3 marzo 1875 e fu accolta freddamente, giudicata dal pubblico un’opera dissoluta e immorale, ma Bizet, convinto del valore della sua opera, si ritirò nella sua casa a Bougival, dove, dopo tre mesi, morì di infarto a soli 36 anni. Bizet, quindi, non ebbe modo di vedere la sua opera più famosa riadattata per divenire una Grand-Opéra rappresentata a Vienna e, da quel momento in poi, una delle opere più rappresentate nei teatri di tutto il mondo.

Il Trovatore

Musica di Giuseppe Verdi
Opera in quattro parti
Libretto di Salvatore Cammarano tratto dall’omonimo dramma spagnolo di Antonio García Gutiérrez.

Il 1851 fu un anno di grande impegno per Giuseppe Verdi che da Parigi, dopo il successo del Rigoletto, lavora a distanza con il librettista napoletano Salvatore Cammarano al libretto de “Il Trovatore”, ma nel contempo ha firmato un contratto con l’Opéra di Parigi per una nuova opera “Les Vêpres siciliennes”.

Verdi stesso aveva consigliato il librettista Salvatore Cammarano di ispirarsi al soggetto di “El Trovador” dello scrittore spagnolo Antonio Garcìa-Gutiérrez, un dramma d’ispirazione romantica, rappresentato a Madrid nel 1836 e che aveva colpito il Maestro per la potenza e l’originalità della trama e dei personaggi. Nel marzo 1852 il Maestro tornò a Busseto, assieme a Giuseppina, e continuò a lavorare sul Trovatore, pur essendo continuamente ostacolato dalle precarie condizioni di salute del suo librettista e da quelle del padre (la madre era morta l’anno prima). Il 19 gennaio 1853 Il Trovatore viene rappresentato all’Apollo di Roma e per Verdi fu un successo senza precedenti: il pubblico ne fu entusiasta, La Gazzetta Musicale lo definì come un trionfo meritato e Il Trovatore fu definito un capolavoro, come viene considerato tutt’oggi. Il Trovatore seconda opera della “trilogia popolare” di Giuseppe Verdi . Un dramma in quattro atti e otto quadri, ambientato in Spagna al principio del secolo XV, che racconta fiammeggianti passioni come l’amore, la gelosia, la vendetta, l’odio e la lussuria. Manrico e il Conte di Luna, innamorati della stessa donna, nel dramma si fronteggiano fino alla morte come nemici, senza sapere che sono fratelli. Appartenenti a due diverse classi sociali, essi condividono solo l’amore di Leonora il che raddoppia l’esistente astio del conflitto sociale. Il dramma in alcune parti potrebbe cadere nell’incredibile, ma la musica di Verdi e la poesia del libretto riscattano l’opera trasformandola nell’opera migliore del musicista.